Hai appena avuto un bambino e ti stai chiedendo quali sono i vaccini obbligatori per i neonati? Tuo figlio deve iniziare l’asilo o la scuola e vuoi capire se ha effettuato tutte le vaccinazioni previste? Oppure hai sentito parlare di vaccini obbligatori e vaccini raccomandati, ma non ti è chiaro quale sia realmente la differenza?

Sono dubbi comprensibili. Tra nomi difficili da ricordare, richiami, età differenti e informazioni che circolano online, per un genitore non è sempre semplice orientarsi. A complicare le cose c’è il fatto che essere raccomandato non significa essere poco importante: alcune vaccinazioni non obbligatorie fanno comunque parte delle strategie di prevenzione offerte dal Servizio sanitario nazionale.

Vediamo quindi quali sono i vaccini obbligatori, quando vengono generalmente somministrati e come leggere correttamente il calendario vaccinale, facendo riferimento alle indicazioni ufficiali italiane.

Indice

Quali sono i vaccini obbligatori in Italia

Per rispondere alla domanda quali sono i vaccini obbligatori in Italia bisogna fare riferimento alla normativa nazionale. Per i minori da zero a sedici anni sono previste dieci vaccinazioni obbligatorie, gratuite e somministrate secondo le indicazioni relative alla coorte di nascita.

Le vaccinazioni riguardano poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae tipo b, morbillo, rosolia, parotite e varicella.

Le prime sei vengono normalmente somministrate attraverso il vaccino esavalente, che permette di proteggere il bambino contro più malattie attraverso un’unica somministrazione. Morbillo, parotite, rosolia e varicella possono invece essere somministrati attraverso vaccini combinati.

Quando online si cerca per errore quali sono i vaccino obbligatori, quindi, la risposta non consiste semplicemente in un elenco di prodotti commerciali: occorre considerare le malattie contro le quali la legge prevede l’immunizzazione e il calendario relativo all’età del bambino.

Quali sono i vaccini obbligatori per i neonati

La domanda quali sono i vaccini obbligatori per i neonati richiede una precisazione. Le vaccinazioni non vengono effettuate tutte immediatamente dopo la nascita. Il programma procede secondo precise tappe stabilite dal calendario vaccinale, così da creare una protezione adeguata durante la crescita.

Nel primo anno di vita assume particolare importanza il vaccino esavalente contro difterite, tetano, pertosse, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae tipo b. Il ciclo di base comprende tre dosi nel primo anno.

Nello stesso periodo vengono offerte anche altre vaccinazioni. L’anti pneumococcica, per esempio, prevede tre dosi nel primo anno; l’anti meningococcica B prevede un ciclo nel primo anno seguito da un richiamo nel secondo; l’anti rotavirus viene iniziata nelle prime settimane e completata, a seconda del prodotto utilizzato, entro le prime 24 o 32 settimane.

C’è però una distinzione fondamentale: queste ultime vaccinazioni sono raccomandate e offerte gratuitamente secondo il calendario nazionale, ma pneumococco, meningococco B e rotavirus non rientrano nelle dieci vaccinazioni obbligatorie previste dalla legge.

Non bisogna quindi confondere l’obbligatorietà giuridica con l’utilità sanitaria di un vaccino.

Quali sono i vaccini obbligatori per i bambini

Capire quali sono i vaccini obbligatori per i bambini significa seguire il percorso vaccinale anche dopo il primo mese di vita e, soprattutto, dopo il primo anno.

Nel secondo anno arriva un’altra tappa importante. Intorno ai 12 mesi viene prevista la prima dose contro morbillo, parotite, rosolia e varicella. Si tratta delle vaccinazioni che comprendono l’anti morbillo e che rientrano tra quelle obbligatorie.

Nello stesso periodo possono essere effettuate vaccinazioni raccomandate come l’anti-meningococcica ACWY. Per l’anti meningococcica B, invece, il calendario prevede una dose di richiamo nel secondo anno, indicativamente intorno al 15 mese, in funzione del ciclo effettuato.

A 5-6 anni sono previsti richiami contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite e contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.

Il percorso, dunque, non termina dopo le prime vaccinazioni del neonato: la protezione viene costruita e mantenuta nel tempo attraverso cicli e richiami.

Cosa succede intorno ai 12 anni

Anche l’adolescenza rappresenta una fase importante del calendario vaccinale. Dal compimento dei 12 anni, per esempio, è previsto un richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite e viene offerto il richiamo contro meningococco ACWY.

Già dal compimento dell’undicesimo anno viene inoltre offerta la vaccinazione contro HPV, sia ai ragazzi sia alle ragazze, secondo le indicazioni nazionali.

Anche in questo caso bisogna distinguere attentamente tra obbligo e raccomandazione. Non tutte le vaccinazioni offerte nell’adolescenza appartengono infatti all’elenco delle dieci vaccinazioni obbligatorie.

Il tipo di vaccini proposto e il momento della somministrazione possono inoltre dipendere dall’età, dalle vaccinazioni precedentemente effettuate, da eventuali condizioni di rischio e dalle indicazioni sanitarie applicabili.

Vaccini obbligatori e vaccini raccomandati non sono la stessa cosa

Uno degli equivoci più frequenti nasce dalla parola “raccomandato”. Si potrebbe pensare che un vaccino raccomandato sia facoltativo perché poco importante. Non è così.

I vaccini raccomandati non sono imposti dalla legge, ma vengono consigliati dalle autorità sanitarie sulla base delle evidenze disponibili e dell’obiettivo di prevenire determinate malattie.

Tra quelli previsti nell’infanzia troviamo, a seconda dell’età, anti pneumococcica, anti meningococcica B, anti rotavirus, meningococco ACWY e antinfluenzale.

Per l’influenza, per esempio, le indicazioni possono essere aggiornate ogni anno dal Ministero della Salute. Il vaccino antinfluenzale è raccomandato nei bambini a partire dai sei mesi e viene offerto secondo le indicazioni previste.

Alcune vaccinazioni possono inoltre essere particolarmente importanti per persone che presentano specifiche condizioni di rischio. Per questo un calendario individuale non dovrebbe essere costruito semplicemente leggendo un elenco trovato su Internet.

Perché bisogna rispettare il calendario vaccinale

Il sistema immunitario ha bisogno di essere stimolato nel momento e secondo gli intervalli previsti. È questa una delle ragioni per cui esistono una prima dose, dosi successive e, quando necessario, una dose di richiamo.

Pensiamo alla vaccinazione contro difterite tetano pertosse: non è sufficiente ragionare in termini di “vaccino fatto” o “vaccino non fatto”. Occorre verificare se il ciclo è stato completato e se i richiami previsti per l’età sono stati effettuati.

Lo stesso principio vale per molte altre vaccinazioni. Una famiglia che ha perso un appuntamento non dovrebbe però concludere automaticamente che sia ormai troppo tardi. Può essere possibile recuperare le dosi attraverso un programma concordato con il servizio vaccinale o con i professionisti sanitari.

Per questo il libretto vaccinale e l’anagrafe vaccinale rappresentano strumenti molto più affidabili della memoria.

Come sapere quali vaccinazioni mancano

Se non ricordi esattamente quali vaccini abbia ricevuto tuo figlio, il primo passo è verificare la documentazione vaccinale e rivolgersi alla propria ASL o al servizio vaccinale competente.

Il calendario nazionale stabilisce un quadro generale, ma il professionista sanitario può valutare la situazione concreta: età, dosi già ricevute, eventuali ritardi, condizioni particolari e necessità di recupero.

È particolarmente importante evitare il fai da te quando ci sono patologie, precedenti reazioni importanti o altre situazioni cliniche. Questo articolo ha finalità informative e non sostituisce il pediatra, il medico o il servizio vaccinale.

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