Ti sei mai chiesto perché agosto si chiama così? E perché settembre, che richiama il numero sette, è invece il nono mese dell’anno? Dietro parole che utilizziamo ogni giorno si nasconde una storia lunga oltre duemila anni, fatta di imperatori, divinità e trasformazioni del calendario romano.

Per comprendere l’agosto origine del nome dobbiamo quindi tornare nell’antica Roma.

Indice

Perché agosto si chiama così

Agosto deriva da Augusto, titolo attribuito nel 27 a.C. a Gaio Ottavio, considerato il primo imperatore romano. Il latino Augustus aveva un significato solenne, vicino a “venerabile” o “maestoso”.

Il mese, però, inizialmente si chiamava Sextilis, cioè “sesto mese”, perché nell’antico calendario l’anno cominciava a marzo. Quando la struttura cambiò, Sextilis divenne l’ottavo mese, mantenendo comunque il vecchio nome.

Nell’8 a.C. il mese fu rinominato Augustus in onore dell’imperatore. Ecco quindi perché agosto si chiama così: il mese delle vacanze e del Ferragosto conserva nel proprio nome un omaggio risalente all’antica Roma.

Prima di Augusto, Giulio Cesare

Anche luglio è legato a un protagonista della storia romana. Originariamente si chiamava Quintilis, cioè quinto mese. Nel 44 a.C. fu rinominato Julius in onore di Giulio Cesare.

Cesare ebbe inoltre un ruolo fondamentale nella misurazione del tempo. La sua riforma portò al calendario giuliano, entrato in vigore nel 45 a.C. Quando leggiamo luglio e agosto, quindi, pronunciamo ancora oggi i nomi di due figure fondamentali della storia di Roma.

Perché settembre non è il settimo mese?

Un’altra curiosità riguarda settembre. Se septem significa sette, perché settembre è il nono mese?

La spiegazione si trova nel calendario romano. Una delle sue forme più antiche iniziava a marzo: settembre era quindi il settimo mese, ottobre l’ottavo, novembre il nono e dicembre il decimo.

Quando gennaio e febbraio entrarono nella struttura dell’anno, questi nomi rimasero. Ecco perché ancora oggi alcuni mesi si chiamano così, pur occupando una posizione diversa rispetto al numero suggerito dal loro nome.

Da gennaio a giugno

Gli altri mesi raccontano storie differenti. Gennaio viene tradizionalmente collegato a Giano, divinità romana degli inizi e dei passaggi. Febbraio richiama antichi riti di purificazione, mentre marzo deriva da Marte, dio romano della guerra.

Maggio viene generalmente associato a Maia e giugno a Giunone. L’etimologia di aprile, invece, rimane più discussa.

Il calendario è quindi una sorta di archivio linguistico nel quale convivono religione, numeri, politica e storia.

Dal calendario romano a quello gregoriano

Oggi utilizziamo il calendario gregoriano, introdotto nel 1582 sotto papa Gregorio XIII per correggere lo scarto accumulato dal precedente calendario giuliano rispetto all’anno solare.

I nomi romani, però, sono sopravvissuti. Agosto ricorda Augusto, luglio Giulio Cesare, mentre settembre, ottobre, novembre e dicembre conservano la memoria dell’antica disposizione dei mesi.

Augusto tolse un giorno a febbraio?

Una leggenda racconta che Augusto avrebbe voluto 31 giorni per il proprio mese, come luglio, sottraendone uno a febbraio.

È una storia famosa, ma non deve essere considerata un fatto storico accertato. L’evoluzione del calendario fu molto più complessa e la durata di agosto non può essere spiegata semplicemente con una rivalità tra Augusto e Cesare.

I nomi dei mesi raccontano la storia

Capire perché agosto si chiama così significa scoprire quanto dell’antica Roma sopravviva nelle nostre abitudini. Ogni volta che pronunciamo agosto ricordiamo indirettamente il primo imperatore romano; dicendo luglio evochiamo Giulio Cesare.

Il moderno calendario gregoriano non serve quindi soltanto a organizzare le nostre giornate: conserva frammenti di una storia antichissima.

Tu conoscevi l’agosto origine del nome oppure immaginavi una spiegazione diversa? Raccontacelo nei commenti.

Spunto pratico: osserva i dodici mesi del calendario e prova a ricostruire l’origine di ciascun nome. Scoprirai quanta storia utilizziamo ogni giorno senza accorgercene.

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