Ti capita di continuare a pensare a una situazione che non puoi cambiare? Ti preoccupi per quello che potrebbero pensare gli altri, per una risposta che non arriva o per qualcosa che potrebbe accadere domani? Hai mai avuto la sensazione di consumare molte energie cercando di prevedere ogni possibile problema, senza riuscire comunque a sentirti più tranquillo?
È un’esperienza comune. Quando qualcosa è importante per noi, viene spontaneo desiderare di avere il controllo. Il problema nasce quando pretendiamo di controllare anche ciò che, semplicemente, non dipende da noi.
Lasciare andare ciò che non possiamo controllare non significa diventare indifferenti, rinunciare ai propri obiettivi o smettere di affrontare i problemi. Significa imparare a distinguere tra ciò su cui possiamo intervenire e ciò che dobbiamo accettare, almeno per il momento.
È una distinzione apparentemente semplice, ma può cambiare profondamente il nostro modo di affrontare le giornate.
Indice
- Perché vogliamo controllare tutto
- Capire che cosa possiamo davvero controllare
- Lasciare andare non significa arrendersi
- Come smettere di combattere contro ciò che non dipende da noi
- Concentrarsi sul presente aiuta più che prevedere il futuro
- Accettare l’incertezza senza diventare passivi
- Un piccolo esercizio per imparare a lasciare andare
- Imparare a lasciare andare richiede tempo
- Domande e risposte
Perché vogliamo controllare tutto
Il desiderio di controllo ha una funzione comprensibile: cerchiamo sicurezza. Sapere cosa succederà domani, conoscere in anticipo il risultato di una decisione o prevedere la reazione di una persona ci farebbe sentire più protetti.
La realtà, però, funziona diversamente. Possiamo prepararci molto bene per un colloquio di lavoro, ma non possiamo decidere chi verrà assunto. Possiamo spiegare con attenzione il nostro punto di vista, ma non possiamo obbligare qualcuno a comprenderlo. Possiamo organizzare un viaggio nei minimi dettagli, ma non possiamo impedire un temporale o un ritardo.
Il problema non consiste quindi nel voler organizzare la propria vita. Una buona capacità di pianificazione è preziosa. Diventa faticoso, invece, pretendere certezza dove la certezza non può esistere.
In questi casi rischiamo di investire energie mentali enormi nel tentativo di risolvere problemi che, in quel momento, non hanno una soluzione nelle nostre mani.
Capire che cosa possiamo davvero controllare
Un esercizio molto utile consiste nel dividere idealmente una situazione in due parti: ciò che dipende da noi e ciò che dipende dagli altri, dalle circostanze o dal caso.
Immaginiamo di aver inviato una candidatura per un lavoro che desideriamo molto. Possiamo controllare la qualità del curriculum, prepararci per il colloquio, arrivare puntuali, studiare l’azienda e presentarci nel modo migliore possibile.
Non possiamo controllare quanti candidati parteciperanno, quali caratteristiche preferirà il selezionatore o quale decisione finale prenderà l’azienda.
La differenza è fondamentale.
Concentrarsi sulla prima parte significa assumersi una responsabilità. Ossessionarsi sulla seconda significa invece consumare energie senza aumentare realmente le nostre possibilità di successo.
Possiamo quindi farci una domanda molto concreta: “Posso fare qualcosa, adesso, per modificare questa situazione?”
Se la risposta è sì, possiamo trasformare la preoccupazione in un’azione. Se la risposta è no, continuare a pensarci probabilmente non ci offrirà maggiore controllo.
Lasciare andare non significa arrendersi
Uno degli equivoci più frequenti riguarda proprio il significato dell’espressione lasciare andare. Accettare di non poter controllare qualcosa non equivale a dire che quella cosa non ci interessa.
Possiamo desiderare profondamente che una relazione migliori e, contemporaneamente, riconoscere che non possiamo decidere ciò che prova un’altra persona. Possiamo lavorare seriamente a un progetto senza avere la certezza che avrà successo.
In altre parole, possiamo impegnarci senza pretendere di governare il risultato.
Questa distinzione permette anche di vivere meglio gli insuccessi. Se abbiamo fatto tutto ciò che ragionevolmente potevamo fare, un risultato negativo non dimostra necessariamente che abbiamo sbagliato.
Talvolta abbiamo semplicemente incontrato una variabile che non potevamo governare.
Come smettere di combattere contro ciò che non dipende da noi
Quando un pensiero continua a tornare, dirsi semplicemente “non pensarci” raramente funziona. Spesso produce l’effetto opposto. È più utile riconoscere la preoccupazione e analizzarla.
Possiamo chiederci: che cosa mi preoccupa esattamente? Quale parte posso influenzare? Quale parte, invece, non dipende da me?
Supponiamo di aspettare una risposta importante. Controllare continuamente lo smartphone non farà arrivare prima il messaggio. Possiamo verificare di aver inviato correttamente la nostra comunicazione e, se opportuno, stabilire quando effettuare un eventuale sollecito. Dopodiché possiamo tornare alle nostre attività.
Non significa che improvvisamente smetteremo di pensarci. Significa evitare che quell’attesa occupi tutto lo spazio disponibile.
È proprio questo uno degli aspetti più concreti del lasciare andare ciò che non possiamo controllare: recuperare attenzione per quello che sta accadendo nella nostra vita mentre aspettiamo qualcosa che dipende da altri.
Concentrarsi sul presente aiuta più che prevedere il futuro
Molte preoccupazioni riguardano eventi che non sono ancora accaduti.
“Che cosa succederà se…?”
La mente può costruire rapidamente una lunga sequenza di scenari. Alcuni sono possibili, ma essere possibili non significa essere probabili e, soprattutto, non significa che stiano accadendo adesso.
Quando ci accorgiamo di essere intrappolati in queste ipotesi, può essere utile riportare l’attenzione su una domanda molto più semplice: “Che cosa posso fare oggi?”
Se siamo preoccupati per una spesa futura, possiamo controllare il nostro bilancio. Se temiamo una conversazione difficile, possiamo prepararci a parlare con chiarezza. Se aspettiamo una decisione altrui, possiamo occuparci delle attività che nel frattempo dipendono da noi.
Il presente non elimina l’incertezza, ma ci restituisce un terreno sul quale possiamo effettivamente agire.
Accettare l’incertezza senza diventare passivi
Non possiamo costruire una vita completamente priva di imprevisti. Possiamo però diventare più capaci di affrontarli.
Questo cambia la domanda fondamentale. Invece di pensare “come posso essere sicuro che non succederà?”, possiamo chiederci: “Se succedesse, quali risorse avrei per affrontarlo?”
È un cambiamento importante.
La prima domanda cerca una garanzia che spesso nessuno può darci. La seconda riconosce l’incertezza, ma ci ricorda anche che possiamo reagire, adattarci, chiedere aiuto, modificare un progetto e prendere nuove decisioni.
Lasciare andare il bisogno di controllare tutto non significa quindi perdere potere sulla propria vita. Paradossalmente, significa utilizzarlo meglio.
Un piccolo esercizio per imparare a lasciare andare
Quando senti che una situazione sta occupando troppa parte dei tuoi pensieri, prendi un foglio e scrivi il problema in una frase.
Poi crea due colonne.
Nella prima scrivi: “Dipende da me”. Nella seconda: “Non dipende da me”.
Se devi affrontare un esame, per esempio, dipendono da te lo studio, l’organizzazione del tempo, il riposo e la preparazione. Non dipendono da te le domande che verranno scelte o la preparazione degli altri candidati.
A quel punto scegli una sola azione concreta dalla prima colonna e falla.
Questo semplice esercizio non cancella automaticamente la preoccupazione, ma aiuta a spostare l’attenzione dalla necessità di controllare tutto alla possibilità di agire dove possiamo davvero fare la differenza.
Imparare a lasciare andare richiede tempo
Non dobbiamo aspettarci di cambiare dall’oggi al domani un’abitudine mentale costruita magari durante molti anni.
Ci saranno situazioni nelle quali riusciremo facilmente a distinguere ciò che dipende da noi. In altre continueremo a rimuginare, controllare o immaginare scenari. L’obiettivo realistico non è diventare completamente immuni dalle preoccupazioni.
Possiamo invece imparare ad accorgerci prima di quando stiamo spendendo energie per qualcosa che non possiamo governare.
Ogni volta possiamo tornare alla stessa domanda: “Qual è la parte che dipende da me?”
Ed è da quella parte che possiamo ricominciare.
Tu cosa ne pensi? Ti è mai capitato di accorgerti che stavi spendendo troppe energie per qualcosa che non dipendeva da te? Raccontalo nei commenti: confrontarsi può aiutare anche altre persone a riconoscersi nella stessa situazione.
Spunto pratico: questa sera scrivi una preoccupazione che ti accompagna in questi giorni. Dividila tra ciò che puoi controllare e ciò che non puoi controllare. Poi scegli una sola piccola azione appartenente alla prima categoria.
Articoli correlati: puoi approfondire questi temi leggendo anche Imparare a stare in silenzio ogni giorno, Riprendere il ritmo dopo le vacanze e gli altri approfondimenti dedicati alle abitudini quotidiane, alla consapevolezza e alla gestione del tempo.
Domande e risposte
Lasciare andare significa riconoscere che esistono situazioni sulle quali possiamo intervenire e altre che non dipendono direttamente da noi. Non vuol dire smettere di preoccuparsi delle persone o rinunciare ai propri obiettivi. Significa evitare di consumare continuamente energie nel tentativo di governare decisioni altrui, eventi futuri o circostanze che non possiamo modificare direttamente.
Possiamo chiederci se esiste un’azione concreta che possiamo compiere per modificare direttamente quella situazione. Possiamo controllare le nostre decisioni, la preparazione, il comportamento e molte delle nostre azioni. Non possiamo invece decidere come reagiranno gli altri, impedire qualsiasi imprevisto o conoscere con certezza il futuro. Separare questi elementi permette di concentrare meglio le energie.
Perché il controllo ci dà una sensazione di sicurezza. Quando una situazione è incerta, continuare ad analizzarla può farci credere di essere più preparati. In realtà, oltre un certo limite, il pensiero ripetitivo non produce nuove soluzioni. Imparare a riconoscere questo confine richiede pratica, soprattutto quando sono coinvolti qualcosa o qualcuno a cui attribuiamo molta importanza.
No. Al contrario, significa cercare di agire in maniera più efficace. Se una parte del problema dipende da noi, possiamo occuparcene concretamente. Quando invece incontriamo un elemento che non possiamo controllare, possiamo evitare di investire tutte le nostre energie nel tentativo di cambiarlo. È una forma di responsabilità: impegnarsi seriamente nelle proprie azioni senza pretendere di determinare ogni risultato
Scrivi ciò che ti preoccupa e dividilo in due categorie: “dipende da me” e “non dipende da me”. Nella prima inserisci soltanto azioni realmente nelle tue possibilità. Scegline quindi una da compiere oggi. Per la seconda categoria prova invece a riconoscere consapevolmente che, almeno in questo momento, non esiste un’azione concreta capace di modificarla. Ripetuto nel tempo, l’esercizio aiuta a rendere più chiara questa distinzione.
This post is also available in: English (Inglese)
Donato Paolino
Ciao! Sono Donato Paolino. Nel lavoro mi occupo di
consulenza strategica digitale e aiuto le aziende a trasformare il marketing online in un sistema di crescita misurabile.
Qui però non parlo di lavoro. Questo è il mio spazio personale: un luogo dove condivido passioni, idee e curiosità — cucina, tecnologia, musica, spiritualità e tutto ciò che non finisce dentro un report di marketing.
Se vuoi sapere cosa faccio professionalmente e come nasce una vera
consulenza strategica digitale, puoi scoprirlo su Dopstart.
